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Il counseling con gli adolescenti: il contesto scolastico e la psicosintesi – di Michele Ricchiuti

Il counseling con gli adolescenti presenta caratteristiche specifiche, legate alla delicata fase di passaggio tra lo stato di bambino e quello di giovane adulto, e tre aspetti risultano particolarmente salienti nella relazione d’aiuto.

Primo, la conoscenza approfondita dei processi di sviluppo, dei bisogni evolutivi e dei compiti di crescita che caratterizzano questa età. Gli adolescenti vivono un periodo di intensa trasformazione: costruiscono la propria identità personale e relazionale, sperimentano forti oscillazioni emotive e ricercano autonomia, pur mantenendo un legame con le figure di riferimento.

Secondo, la relazione con loro richiede un linguaggio e una modalità comunicativa coerenti con la loro espressività; questo significa saper accedere con flessibilità alla propria parte adolescenziale, sospendendo il giudizio per comprendere il mondo del ragazzo “dal suo interno”. Mostrarsi autentici, mantenendo equilibrio tra serietà e leggerezza, favorisce fiducia e senso di vicinanza.

Terzo, l’adolescente vive ancora un forte legame con la propria famiglia, spesso coinvolta nel percorso di counseling. In molti casi sono i genitori a rivolgersi al professionista per chiedere aiuto, mentre il ragazzo può inizialmente mostrarsi resistente o diffidente. È quindi essenziale costruire un’alleanza graduale, che riconosca i diversi punti di vista e promuova l’autonomia del giovane, mantenendo un dialogo aperto con la famiglia e con la scuola.

Se ci si riferisce in particolare all’ambiente scolastico, il counseling può articolarsi su due livelli. Il primo riguarda le competenze relazionali di base – ascolto, empatia, accettazione, comprensione – che ogni docente può sviluppare per migliorare la qualità del rapporto educativo e sostenere la motivazione degli studenti. Il secondo è quello del counseling professionale, realizzato attraverso colloqui individuali o attività di gruppo condotte da counselor interni o esperti esterni. Gli interventi si rivolgono a difficoltà evolutive non patologiche, quali demotivazione, isolamento, conflitti relazionali, insicurezza, problemi familiari o economici, comportamenti disfunzionali in classe. L’obiettivo è principalmente favorire consapevolezza, capacità di scelta e autonomia.

In questa cornice si inserisce la Psicosintesi, modello psicologico di tipo umanistico sviluppato da Roberto Assagioli, che considera il giovane come un essere in evoluzione, portatore di potenzialità ancora inespresse. Essa integra dimensione educativa e crescita personale, offrendo al counselor strumenti efficaci per accompagnare lo studente nel riconoscimento delle proprie parti interiori, nella gestione delle emozioni e nell’orientamento verso valori e obiettivi di vita coerenti.

Per fare un esempio concreto, tra le diverse tecniche psicosintetiche si colloca quella relativa alla stella delle funzioni, particolarmente efficace nella gestione emotiva. Essa rappresenta graficamente le principali funzioni psichiche – mentale, emotiva, sensoriale, intuitiva, istintiva e immaginativa – tutte dirette dalla funzione della volontà, e consente di visualizzare gli squilibri tra queste componenti. Quando una di esse prevale, come nel caso di uno studente agitato per un voto negativo, la stella disegnata appare “sbilanciata”: la punta emotiva si espande, mentre quella del pensiero si riduce. L’analisi condivisa di questa immagine aiuta il ragazzo a riconoscere ciò che prova, descrivere le proprie sensazioni corporee e riformulare i pensieri in modo più equilibrato. In questo modo, attraverso la “disidentificazione” dall’emozione, il giovane impara a osservarla e a gestirla con maggiore consapevolezza.

Il counseling scolastico diventa quindi uno spazio di ascolto e di crescita che integra educazione e consapevolezza psicologica. Offre agli studenti la possibilità di conoscersi meglio, di rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e di affrontare le sfide scolastiche e personali con maggiore equilibrio. Allo stesso tempo, rappresenta per la scuola un luogo di promozione del benessere collettivo e di diffusione di una cultura relazionale più empatica, cooperativa e consapevole.

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